Non tutti gli addetti ai lavori sono d'accordo nell'ipotizzare una standardizzazione a breve scadenza: molti sono convinti che la trasformazione e l'arricchimento di queste danze, in particolare della salsa, continueranno per molti anni. Pertanto, non conviene bloccare o imprigionare un fenomeno in piena crescita. A ciò si aggiunga che l'inventiva è, e deve rimanere, una componente essenziale nella esecuzione dei balli caraibici.
Il fattore creativo incide moltissimo nello sviluppo di discipline relativamente giovani. Ai massimi livelli internazionali, il grande atleta è (e si ritiene) anche grande maestro. Per cui, sono molti i danzatori che pensano di poter imporre uno stile ed una metodologia. Ciò comporta la proliferazione di Scuole di pensiero diverse e di diversi manuali. La particolarità delle danze caraibiche è che la griglia di riferimento è troppo ampia, per cui le differenze fra i vari testi sono obiettivamente eccessive. Nelle danze caraibiche convergono elementi e fattori di varia provenienza. E' molto ampia la base di compatibilità tra la musica di questi balli e le figure che rientrano nella disciplina delle danze latino-americane. Per tale motivo è possibile allargare a piacimento i programmi e le amalgamazioni, mettendo dentro interi pezzi di cha cha, di rumba, di samba, oltre che di beguine, di free style e di motivi afro-cubani in genere. Tutto, naturalmente, con le dovute caratterizzazioni tecniche e stilistiche. Perchè non dobbiamo dimenticare che la filosofia delle danze caraibiche ha una sua specificità, che deve essere interpretata ed espressa attraverso un particolare modo di eseguire le figure, le amalgamazioni, i gesti, il movimento di ogni parte del corpo. A tale proposito, vale la pena ricordare almeno tre impostazioni delle varie Scuole di pensiero. 1°)I difensori ad oltranza della autenticità delle danze caraibiche sostengono che non si devono dilatare artificiosamente i programmi di ballo, perchè l'inserimento di figure mutuate dalle danze latino-americane comporta una degenarazione che rende irriconoscibili mambo salsa e merengue, disperdendone la originaria portata di danze istintive e non incapsulabili in schemi rigidi. 2°)Gli esperti di competizioni ritengono, al contrario, che per una duratura proiezione internazionale delle danze caraibiche, queste devono essere regolarmente codificate e, alla pari degli altri balli, devono dotarsi di un consistente bagaglio di figure che le renda fruibili secondo i parametri dello spettacolo e del mercato.3°)Il giusto equilibrio sta nella predisposizione di un programma minimo, nel rispetto dello spirito caraibico. Le coreogafie, pur necessarie, non devono privilegiare la spettacolarità a scapito della specificità delle danze in questione.
In Italia, la situazione è stata ingarbugliata per diversi anni. Da noi, generalmente, i manuali di ballo adottati dall'ANMB sono stati quasi sempre riconosciuti come riferimenti definitivi sia dalle altre Associazioni, sia dai professionisti delle discipline in questione. Per le danze caraibiche ciò non si è mai verificato. Molti specialisti non hanno mai considerato autorevole il manuale ufficiale dell'ANMB. Tanto è vero che abbiamo assistito alla circolazione di decine di altri testi, presi a riferimento dall'una o dall'altra scuola. Eccone due:
La tecnica del mambo/salsa di Valdemaro Santi e
Bailando di Enzo Conte
C'è da aggiungere che la danza non conosce confini geografici. Mai, come si sta verificando per la salsa, si sono visti in giro per l'Europa tanti istruttori cubani e dominicani, grandi e piccoli campioni, che propongono e diffondono tecniche, teorie e stili personali, colore, calore e suggestioni.
In un contesto così ricco di spunti e di fermenti, antichi e recenti, non era certo facile fare in tempi brevi una sintesi unitaria di regole e figure. A livello di ipotesi e di formulazione teorica, tutti auspicavano di arrivarvi quanto prima. Anche perchè la credibilità di una disciplina e la sua stessa essenza passano attraverso una standardizzazione meditata e largamente condivisa. Di questo devono prendere atto i circoli culturali che sponsorizzano i 'prodotti' caraibici e le varie Associazioni che operano al di fuori del CIDS e utilizzano specialisti in materia, che provengono direttamente dai Caraibi. L'obiettivo ideale, da perseguire unitariamente, dovrebbe comprendere almeno tre punti:
1°)riconoscimento unanime della disciplina;
2°) adozione di un testo, preparato a più mani e a più menti, che diventi, almeno per il prossimo quinquennio, un punto di riferimento certo per allievi, maestri, competitori e giudici; 3°) monitoraggio del fenomeno caraibico, per cogliere in tempo utile (ed elaborare) tutte le novità provenienti dalle gare nazionali ed internazionali. Nell'anno 2000 si è verificato in Italia il più alto livello di confusione e di contrasti all'interno del settore. Non a caso l'ANMB, sempre sensibile ai mutamenti del mercato... e delle piste da ballo, ha organizzato, proprio in quell'anno, nella propria sede di Modena, ben tre riunioni sull'argomento danze caraibiche (21 luglio, 1 agosto, 9 ottobre). Il segnale di svolta è stato chiaro: mettere ordine. In tali riunioni fu decisa una prima armonizzazione/unificazione di due testi: LA TECNICA DELLE DANZE CARAIBICHE di Marini_Calzado,I BALLI LATINO_AMERICANI CARAIBICI di Cugge_Mariani.
MAMBO. Il maggior punto di forza di questa disciplina è il MAMBO, un ballo di razza, di quelli che non finiscono mai. Il mambo ha una forte caratterizzazione, un particolare DNA che è tipico di poche danze: di quelle capaci di generarne altre ancora. E' il classico ballo che crea un'atmosfera: non a caso ha ispirato prestigiosi registi, grandi coreografi, valenti compositori.
Il mambo ha resistito a tutte le mode e ai tanti cambiamenti di gusti e di tendenze che nel cinquantennio successivo alla seconda guerra mondiale hanno determinato l'ascesa e il declino di varie danze. La potenza di un ritmo si misura anche dalla sua capacità di fare presa sulle nuove generazioni. Questo ballo rimane sempre nel cuore e nelle vene di chi lo ha praticato e conosciuto; al tempo stesso mantiene inalterata la capacità di entusiasmare immediatamente chi vi si avvicina per la prima volta: indipendentemente dall'età.
SALSA. E' attualmente, dei tre, il ballo di maggiore successo. Nel complesso panorama delle danze, la Salsa occupa un posto particolare. Come già detto, è molto diffusa fra i giovani, che ne hanno fatto il simbolo di un'epoca e di un modo di vivere. Questo fatto è, naturalmente, un grande punto di forza. Al tempo stesso, però, può trasformarsi in un punto di debolezza. Infatti, le giovani generazioni, proprio perchè rappresentano il futuro, ne fanno spesso intravedere gli sviluppi. Ma siccome sono esposte al continuo cambiamento delle mode e dei costumi, anche in campo musicale, sono capaci di veloci cambiamenti nei gusti e nelle scelte. Sono già due volte, nel corso dell'ultimo trentennio, che la salsa esplode alla grande, nei locali e sulle piste, e dopo si ritira nelle nicchie riservatele dal ballo ufficiale/scolastico. Per questo motivo, alcuni commentatori ne parlano come di un fenomeno destinato, nel medio termine, a perdere colpi: allora si potrà verificare cosa resta e cosa scompare.
Per quanto riguarda la tecnica di ballo, il suo rapporto col Mambo è stato paragonato al rapporto che c'è stato fra Lambada e Samba, dove il ballo nato dopo è morto prima. In realtà non è così, anche se gli elementi di differenziazione della salsa ballabile rispetto al mambo sono molto sfumati. La forza della Salsa sta nel suo spirito scattante, adatto soprattutto agli adolescenti. E' un ballo che richiede un fisico atletico, oltre che uno specifico allenamento.
Nel testo "I balli latino-americani caraibici" Gianni Cugge e Andrea Mariani scrivono che molti confondono il mambo con la salsa portoricana. La verità è il contrario: è la salsa portoricana che somiglia al mambo. Molti non sanno nemmeno che essa va distinta dalla salsa cubana. E qualche studioso afferma addirittura che tale differenza fra i due tipi di salsa è più artificiosa che reale. Il ventaglio ritmico di questa danza è molto ampio se si considerano i due poli estremi del troppo lento (stile romantico) e del troppo veloce (stile cubano). Se manteniamo il tempo musicale a livello di 46-48 battute al minuto, restiamo nell'ambito del mambo. Qualora ci si allontani parecchio da tali valori, si sfocia in qualcosa di indistinto (che si decompone verso i valori bassi e che si carica di aggressività eccessiva verso i valori alti) difficilmente ballabile da parte dei non professionisti.
MERENGUE. Per quanto riguarda il Merengue, si deve dire che esso ha una sua originale struttura, dalla semplicità sconcertante. E' un ballo accattivante, adatto ad una utenza giovanile e sportiva, ma facilmente ballabile anche da parte di un pubblico di età medio-alta. Anche se non si può definire una grande danza, ha un suo spazio non insidiabile nello scacchiere dei balli.
LE
DANZE CARAIBICHE LATINO AMERICANE L'Editore
Antonio Prandi ha reso possibile la stampa di questo libro, che si attendeva
da qualche anno, dopo molti dibatti e polemiche sulla standardizzazione delle
Danze Caraibiche.
Questo Manuale rappresenta il lavoro di sintesi portato a termine dagli Autori
di quattro testi che per diversi anni hanno fissato le norme di una disciplina
controversa. La stessa formulazione della disciplina Danze Caraibiche ha conosciuto
alterne vicende, con balli che entravano e uscivano, e con un ventaglio diversificato
di figure, di tecniche e di teorie che non ha giovato alla chiarezza. La stessa
velocità metronomica dei singoli balli è stata, nel nostro paese,
oggetto di dispute per troppo tempo, prescindendo da un minimo di buon senso
e dagli stessi Regolamenti Internazionali.
Il presente
libro è un'opera importante che segna una svolta significativa, nel
mondo della manualistica ufficiale della Danza Sportiva. Esso è, da
un lato, un decisivo punto di arrivo, un meditato ed onesto lavoro che corregge
errori passati e recenti presunzioni; dall'altro è un punto di partenza
necessario per gestire in maniera unitaria e condivisa gli sviluppi ulteriori
di una disciplina in continua evoluzione.
L'elenco degli
Autori:
E' davvero eccezionale che ben nove Autori si siano messi assieme per scrivere un testo. Ciò serve a far comprendere quale sia stato il difficile contesto di riferimento. Ma al tempo stesso, questo libro è la prova che, nella Danza Sportiva, anche le posizioni più lontane fra di loro si possono ricondurre ad una sintesi equilibrata. Si è trovato un accordo sulle battute al minuto, che sta bene a tutti:
A differenza di altri manuali che presentano i singoli
balli attraverso la semplice sequenza delle figure, questo libro è stato
arricchito da una serie di notizie interessanti, sia sotto il profilo storico,
sia sul piano teorico e tecnico. Un importante contributo alla ricerca è
dato dai seguenti paragrafi, che costituiscono la prima parte del libro:
Ho trovato queste informazioni in giro per la rete e non pretendo di ricostruire la storia di queste discipline,ma di stimolare l'interesse e la curiosità con un po' di informazioni per gli appassionati di questi balli.
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