MERENGUE

Il merengue è stato lanciato da pochi anni sulle piste da ballo, ma la sua storia è antica: è una danza che viene da lontano e merita rispetto anche per i profondi valori simbolici ed etici che rappresenta.
Il termine potrebbe derivare da merenghè, che era il nome di un dolce tipico dominicano, fatto con uova e zucchero. Secondo alcuni dizionaristi (Devoto-Oli) siamo in presenza di una voce creola, derivata dal francese 'meringue' che significa meringa. Altri studiosi scrivono merenguè, per sottolinare il legame con la lingua francese.

Tre ipotesi sulle origini:

  1. Il merengue era ballato dagli schiavi di origine africana che, a decorrere dalla metà del 1500, furono portati a lavorare in catene nei campi di canna da zucchero, sotto la dominazione spagnola, in quell'isola che oggi si chiama Repubblica Dominicana. Le catene ai piedi non consentivano grandi movimenti; ma non impedirono di inventare il passo del merengue, che consisteva nel trasferire ritmicamente il peso del corpo da un piede all'altro.
  2. Il tipico passo 'trascinato' fu lanciato (si fa per dire) da uno schiavo che era insorto contro gli Spagnoli ed era rimasto ferito ad una gamba: durante una festa in suo onore si era esibito nel ballare, nonostante l'invalidità. Gli amici lo imitarono nei movimenti e, senza volerlo, inventarono un nuovo ballo.
  3. Prima ancora di essere ballato nell'isola dominicana, il merengue era stato inventato ad Haiti.

La Repubblica Dominicana è uno Stato dell'America Centrale che occupa la parte centro-orientale dell'isola di Hispaniola (nella parte occidentale abbiamo la Repubblica di Haiti). L'isola di Hispaniola (la seconda come grandezza delle Grandi Antille) fu scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492, quando era abitata da popolazioni caribi. Con l'occupazione spagnola la popolazione fu decimata dalle repressioni e dalle malattie. Nell'ambito della politica coloniale della Spagna, l'intera isola fu trasformata in colonia: a tale fine furono introdotti consistenti gruppi di schiavi africani che si portarono appresso le abitudini ritmiche e coreiche. Con il trattato di Ryswick del 1697, la parte occidentale fu ceduta dalla Spagna alla Francia. Da quel momento si determinò sull'isola una duplice linea di sviluppo razziale: la parte francese (Haiti) vide la predominanza negra; la parte spagnola (Repubblica Dominicana) favorì la componente creola. Nel 1795, la Repubblica Dominicana passò alla Francia, con il Trattato di Basilea. Nel 1801 il capo dei negri di Haiti, Toussaint Louverture, occupò Santo Domingo, unificando il governo di tutta l'isola. La storia successiva è ancora lunga, piena di guerre e di rivolte, fino ai nostri giorni. Ma a noi interessa fermarci nel momento in cui la repubblica Dominicana divenne francese, perchè fu proprio allora (come pare) che fu introdotto, da Haiti, il merengue di derivazione africana. Questo ballo fu molto amato dalla popolazione creola, che lo adottò come proprio e lo sviluppò, trasformandolo nella danza più importante dell'intera comunità. Ci sono prove che già nel 1918, il merengue era ufficialmente riconosciuto nel mondo come ballo tradizionale della Repubblica Dominicana.

Il merengue ha avuto nel corso dei secoli una triplice impostazione:

ballo di gruppo ballo di coppia ballo individuale

Come ballo di gruppo, era finalizzato al corteggiamento: si formava un cerchio di uomini e donne, possibilmente alternati, e in mezzo si poneva (a turno) una giovane donna in età da marito. Mentre il cerchio si muoveva sul ritmo musicale, i vari maschi della compagnia lanciavano il proprio cappello verso la donna posta al centro. La quale decideva se accogliere o meno il cappello del pretendente che di volta in volta si proponeva.

Come ballo di coppia ha mantenuto le caratteristiche sensuali ed erotiche della danza di corteggiamento. Naturalmente c'è stata, nel tempo, una evoluzione coreografica, non sempre condivisa: inizialmente il ballo si svolgeva in un contatto permanente (corpo a corpo) di dama e cavaliere. La guida, da parte dell'uomo, era esclusivamente corporea. Non esistevano (e non servivano) figure codificate. In altre parole, si trattava di una danza senza vincoli: istinto e fantasia erano il carburante naturale per un ballo avente come oggetto e come scopo l'amore in senso fisico. Attualmente il merengue si presenta con un corredo di centinaia di figure, elaborate a livello mondiale. Secondo alcuni questo è un arricchimento della danza; secondo altri, è uno snaturamento. Sta di fatto che oggi ci siamo abituati a vedere, sempre più spesso, cavalieri che dimostrano la loro abilità nel gestire il corpo della dama attraverso giri, contro-giri, arrotolamenti, volteggiamenti, casquè, ecc.

Come ballo individuale ha conservato il valore simbolico di danza libera che, su un unico passo base, consente di eseguire tutta una serie di movimenti improvvisati.

Regazzoni Guido - Rossi Massimo Angelo - MAGGIONI ALESSANDRo (L'abc del ballo moderno, Milano, Mondadori, 1997) affermano che nella Repubblica Dominicana il merengue divenne danza nazionale agli inizi del Novecento e che "a quel tempo sull'isola Hispaniola aveva la stessa importanza del valzer in Europa". Il motivo principale del successo, secondo gli autori, era dovuto al fatto che "dama e cavaliere stavano strettamente allacciati e questo permetteva un corteggiamento più audace e una maggiore intimità". Successivamente avvenne che, visto il favore che tale ballo "incontrava presso la gente locale, il dittatore Radamès Leònidas Trujillo y Molina, che guidò la Repubblica Dominicana dal 1930 al 1961, decise di favorire la nascita di alcune orchestre di merengue. L'iniziativa sortì l'effetto che, a partire dagli anni '50, il ballo si diffuse nei vicini Stati Uniti e poi in Europa".Gli autori ricordano, infine, che "negli anni '70, il cantante Johnny Ventura e il musicista Wilfrido Vargas propongono un merengue quasi sfrenato e più disinibito nei movimenti" (L'abc del ballo moderno, Milano, Mondadori, 1997).

Da quando è diventato un ballo di moda, è stato sottoposto ad accurati trattamenti estetici e stilistici: sono state codificate precise figure con tanto di passi contati e concatenati fra di loro. Ciò non toglie comunque spazio alla inventiva dei ballerini. Basti pensare che, oltre che nelle balere, da qualche anno, è entrato regolarmente nelle discoteche.

Nei prossimi anni si avrà la misurazione della effettiva tenuta di questo ballo. Il ritmo del merengue è di facile interpretazione, anche da parte dei dilettanti. Ciò dovrebbe garantire nel tempo una certa percentuale di fans e di fedelissimi. Dal punto di vista strettamente musicale bisogna dire che le tonalità sono calde e il ritmo avvincente. Ma proprio la struttura musicale del merengue è di basso respiro (senza nulla togliere alle doti e alle qualità personali dei compositori e dei ballerini). Ci troviamo di fronte ad una musica che non crea un genere estensivamente importante, e che non può creare un filone, proprio per la sua unicità. Tanto meno è pensabile che sul suo ritmo si possano produrre grandi pezzi artistici e capolavori eterni. Ciò riduce in partenza le prospettive di crescita di questa danza a scapito di altri balli. Le caratteristiche del merengue sono obiettivamente suggestive; ma per il momento non emergono i requisiti tipici delle danze di sfondamento.

Il successo di un ballo risiede sempre in una sua ricchezza intrinseca che prima o dopo deve venire fuori. Di fronte ad un grande ballo le simpatie del pubblico e il favore dei ballerini possono sbocciare all'improvviso (immediatamente o a scoppio ritardato); ma una volta evidenziatisi sono per sempre. Viceversa capita che un ballo mediocre susciti a volte grossi entusiasmi nella fase iniziale. Dopo un pò di tempo, passata la moda, si spegne come fuoco di paglia.

Il Merengue è un ballo che viene da lontano: ha una storia carica di valori, una storia significativa che passa attraverso le sofferenze e le amarezze del popolo dominicano. Esso è nato fra gli schiavi di quell'isola che oggi è la Repubblica Dominicana ed ha scandito il ritmo delle lotte e dei progressi fatti dalla gente di quel paese nel corso dei secoli. Ma forse proprio perchè è un ballo 'tipico' e proprio perchè, nonostante le contaminazioni orchestrali del moderno Occidente, si è mantenuto sostanzialmente uguale a se stesso, rimane lontano da una nostra totale comprensione/assimilazione.

Secondo gli studiosi, il movimento fondamentale di tale ballo è denominato "cuban motion": si tratta di un movimento accentuato dei fianchi che accompagna i singoli passi sia del cavaliere che della dama. Non esistono figure ad articolazione differenziata dal punto di vista del numero di passi. La lunghezza delle figure è standard: il metodo che si consiglia per contare i passi è quello numerico da 1 a 8. Il primo battito è accentato. Ad ogni battito corrisponde un passo con relativo trasferimento di peso. Il movimento delle gambe è costante per l'intera durata del ballo.

Ho trovato queste informazioni in giro per la rete e non pretendo di ricostruire la storia di queste discipline,ma di stimolare l'interesse e la curiosità con un po' di informazioni per gli appassionati di questi balli.

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